Friday, 21 July 2017

Giocando a L'Ultima Torcia - Impressioni post-sessione

Giovedì sera ho fatto ancora una sessione online, stavolta del gioco tutto italiano L'Ultima Torcia, della casa editrice Serpentarium.
Essendo un gioco di ruolo "vecchia scuola" non dichiarato ed avendo così tanto successo (solo nel gruppo Facebook ufficiale ci sono 540 persone al momento in cui scrivo) in un panorama come quello italiano, dove il movimento OSR è decisamente poco conosciuto, mi ha incuriosito decisamente molto.

Grazie alla disponibilità di Alessandro (che ho scoperto che lo incrocio quasi tutte le mattine sul bus a Genova!) e di Luca e Alfio che hanno giocato con noi, sono riuscito finalmente a provare questo gioco.

Di seguito descrivo quello che ho potuto vedere del gioco evidenziando anche le differenze rispetto ad altri GdR del movimento OSR (di cui come sapete sono appassionato).


Meccaniche

Partiamo dal dire che non è un retroclone, ma che pur utilizzando meccaniche originali queste sono comunque estremamente semplici e richiamano i giochi dell'epoca.

Tutte le prove sono basate sul tiro di un d10 dove per avere successo è necessario superare un valore di difficoltà o il risultato di un tiro contrapposto del tuo avversario.
Inoltre quando si effettuano prove con alcune Caratteristiche, che sono otto in tutto e che richiamano vagamente quelle classiche dei GdR più famosi, si può tirare un d10 ulteriore a seconda del Ruolo scelto (Guerriero, Ladro, Ranger, Sacerdote della Luce, Stregone, Bardo) il che permette di avere quella possibilità in più che di certo non guasta in un gioco "difficile" come LUT. In questo caso conta solo il dado con il risultato più alto, mentre l'altro viene scartato.

Gli altri dadi poliedrici vengono usati solo per i tiri del danno, come avviene in D&D, e anche in questo caso esiste la possibilità di tirare due dadi anziché uno e scartare il risultato più basso.
Nel caso del mio personaggio, un Guerriero Umano chiamato Kagran, tiravo 2d10+1 nei tiri per colpire (il +1 era dovuto al bonus di Razza) e 2d6 per i danni con la mia Lancia.

Come dicevo, tutto molto semplice.

Altra caratteristica interessante, che questa volta differisce in tutto da D&D ed i suoi retrocloni, è la presenza di Abilità di Razza e di Ruolo che possono essere acquisite fin da subito e salendo di livello.
Queste Abilità corrispondono a talenti speciali dei personaggi e possono essere sia magici (come gli incantesimi per gli Stregoni) che non (ad esempio particolari mosse per i Guerrieri).

Per ogni Ruolo ci sono sei Abilità da poter scegliere, delle quali una la si acquisisce al primo livello, mentre quelle di Razza le si ottengono tutte fin da subito.
Questo comporta che, a meno che non venga pubblicata un'espansione che aumenti il numero delle Abilità (o che il Master si crei le proprie) l'avanzamento è limitato a 6 livelli.

Non che sia così semplice arrivare così in alto: altra particolarità del sistema è che i punti ferita, decisamente bassi come da tradizione, non aumentino mai.
Questo fa sì che pur aumentando le Abilità mano a mano che si sopravvive alle sfide proposte e migliorando o acquistando equipaggiamento (incredibilmente scarso all'inizio) la possibilità di morire male è sempre ben presente.

Un altra differenza che ho visto rispetto alle edizioni più vecchie di D&D è l'utilizzo di tiri per le prove di percezione e quelle sociali che personalmente non amo, ma che dopotutto sono solo una scelta stilistica degli autori.
Ovviamente ho visto come venivano usate da Alessandro e non come il loro uso venisse spiegato nel regolamento.

Infine se c'è una cosa che ho apprezzato è stata la rapidità con cui venissero creati i personaggi.
Gli unici tiri di dado sono stati per i Fiorini (la valuta di LUT) e per il Pregio, un elemento casuale legato ad una delle caratteristiche che però non è stato usato in sessione e quindi non ricordo come funzionasse.
Le caratteristiche (compresi Salute e Mana) dipendono completamente dalla Razza e dal Ruolo scelti, e le Abilità vengono scelte dal giocatore.
Dopo una breve scelta dell'equipaggiamento, molto limitata dallo scarso numero di Fiorini iniziali, abbiamo potuto iniziare subito a giocare.
Di certo in un retroclone come Lamentations of the Flame Princess non è così veloce creare un personaggio in quanto tutte le caratteristiche vanno tirate e annotati i modificatori, vanno segnati tutti i tiri salvezza e fatti i (seppur pochi) calcoli riguardanti classe armatura, bonus dei vari attacchi e delle abilità.
Su questo aspetto L'Ultima Torcia ha vinto il mio apprezzamento.

Mi fermo qui con le meccaniche, difficili da valutare in una sola one-shot di tre orette e sicuramente non sufficienti per vedere tutte le caratteristiche.
Ad esempio una cosa che non ho capito è come influenzi nel gioco l'utilizzo di armi ed equipaggiamento "rovinato" (sicuramente la prima scelta quando si inizia visto il prezzo più basso) perché se esiste una meccanica in sessione non è mai stata utilizzata.

Kagran delle Lande Oscure
Dipinto di Faraz Shanyar

La sessione

Eravamo in tre Giocatori più il Master: Luca che giocava un Ranger chiamato Tallin, Alfio che giocava un Sacerdote di nome Ashtur ed io che giocavo Kagran il Guerriero. Tutti e tre eravamo di razza umana.
Alessandro invece era il Master.

L'avventura, che se non sbaglio era una di quelle della scatola di L'Ultima Torcia, consisteva nell'andare ad investigare una capanna in mezzo alla foresta vicina dove si supponeva vivesse un guardiacaccia di cui però non si avevano più notizie da alcune settimane.

-- SPOILER da qui in avanti --
Durante la sessione abbiamo avuto a che fare con vari avversari:
Un branco di quattro lupi famelici, tre dei quali abbattuti da Kagran con la sua lancia e uno da Tallin con l'arco;
Quattro folletti che non si potevano definire altro che cagacazzi, dei quali uno è stato ammazzato con una botta in testa dal buon sacerdote (che a detta sua voleva solo farlo svenire) ed uno è stato tratto in ostaggio;
Una bestia feroce fieramente abbattuta da Kagran in un combattimento uno contro uno, anche se ovviamente senza l'aiuto sia di Ashtur che di Tallin non ce l'avrebbe mai fatta.
Alla fine abbiamo scoperto che il guardiacaccia era stato trasformato in una bestia -quella appena uccisa- dalla Regina dei Folletti in un piano che consiste nel vendicarsi degli "uomini malvagi" come il nostro datore di lavoro.
Questa grazie alla sua influenza magica è riuscita quindi ad ammaliare Tallin... e a convincerlo ad uccidere il suo bersaglio!

La sessione l'abbiamo interrotta qui a causa dell'ora tarda, ma devo dire che mi sono divertito.
Ed uccidere tutte quelle creature è stato figo. Ora inizio a capire cosa provano i Giocatori quando si pestano!

Una cosa che avrei voluto vedere è come funziona l'esplorazione dei dungeon in questo gioco. Magari in una sessione futura avrò occasione di provarla.

Ringrazio infine Alessandro, Luca e Alfio per la serata!
Magari ci rivedremo in qualche corridoio sotterraneo umido e oscuro...

Il guardiacaccia tramutato.
Creatura dal film Animal (2014)

Conclusioni

L'Ultima Torcia per quanto lo abbia giocato poco mi è piaciuto per la sua semplicità, ma dovrei vedere un po' più approfonditamente il regolamento. Magari avrò l'occasione di darci una letta prima o poi.

Ci rigiocherei? Probabilmente sì, è molto snello ed immediato proprio come piace a me.
Tuttavia non lo adotterei come il mio gioco "vecchia scuola" al posto di Lamentations of the Flame Princess, il mio retroclone preferito, o più genericamente di un retroclone qualsiasi: c'è troppo, troppo materiale direttamente compatibile con i giochi OSR per dover mettermi a fare adattamenti tra questi e LUT. Ci sono inoltre alcuni aspetti che preferisco nei retrocloni, ed infine non posso non tenere in considerazione che che LotFP è il mio amore e mi piace troppo per poterlo abbandonare <3

In ogni caso... complimenti ai ragazzi di Serpentarium per aver fatto scoprire la "vecchia scuola" all'Italia probabilmente più di altri giochi. Era ora!

Risorse per L'Ultima Torcia


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