giovedì 8 febbraio 2024

Mothership S05 - Morire, Dormire

Continua la campagna di Mothership. La sessione precedente sta qui, mentre qui c'è l'inizio della campagna.


Mothership S05 - Morire, Dormire


Personaggi Presenti: BoB (Androide), Kerry (Teamster), Komin (Teamster), Rosa D'Amelia (Marine), John (Scienziato)

Rosa chiede alla IA della nave se riesce a rilevare sull’asteroide delle forme di vita (tiro sulla caratteristica System della nave con svantaggio: fallita → +1 stress a tutti) con esito negativo, ma non è dato sapere se ci sono interferenze o se la creatura aliena possa non essere rilevata come forma di vita.

Komin nel frattempo sta ancora piangendo, soffre un fortissimo disagio e vorrebbe stare all’asciutto, anche se gli sprinkler hanno smesso di funzionare.

Tutti vogliono sopravvivere e vorrebbero partire subito, mentre Komin dice di voler andare nella miniera, perché secondo lui essendo infetto la creatura non dovrebbe attaccarlo, e potrebbe anche attivare quindi il sistema di autodistruzione della stazione mineraria. Il gruppo non si oppone, e lo ricorderanno con affetto per il suo gesto.
Komin è in procinto di uscire dalla nave, e Sonia gli porge la sua tessera magnetica dicendo “fai esplodere questo maledetto asteroide con tutto quello che c’è dentro”. Komin elargisce con “farò tutto ciò che dovrò fare”. Sonia ribadisce il codice di accesso e spiega come attivare l’autodistruzione aggiungendo come attivare il timer. Komin si avvia verso la miniere mentre il gruppo sceglie cosa fare.

La melma gialla risulta essersi diluita in seguito al contatto con l’acqua, che però non pare abbia un effetto particolare sulla melma gialla, sarebbe da studiarci dietro.

Kerry vuole correre in cabina di pilotaggio per organizzare la partenza della nave e fare in modo di essere pronti a svignarsela, tanto Bob ha dato accesso completo alla nave al resto dell'equipaggio. Sonia è decisa a scappare il prima possibile - “da quando il vostro compagno è uscito dalla nave è il momento di andarsene” - ma non vuole neanche rimanere sulla Heracles in quanto potrebbe essere infetta dalla melma gialla.
Il gruppo decide quindi di avviarsi verso la Grasshopper (Komin escluso in quanto partito per andare nelle miniere) per iniziare a scappare.

Rosa vorrebbe salvare capra e cavoli per ridurre il debito con la Compagnia, chiedendo alla IA di bordo se può trasferire i dati alla Grasshopper, ma la IA risponde che sarebbe una violazione dei protocolli della Compagnia. Il gruppo quindi opta per recuperare i nastri ed il terminale portatile del Dr. Giovanni, che è isolato comunque dai sistemi della nave. Wang quindi prende i dati dal laboratorio e tutti si avviano verso l’uscita.

Komin si dirige verso il workspace, arriva al terminale e inserisce i codici per l’autodistruzione impostando un timer di un’ora. Improvvisamente sente gli allarmi e una voce robotica dagli altoparlanti della stazione “tutti i membri dell’equipaggio si dirigano alle navi, l’autodistruzione inizierà fra un’ora”. Komin indossa la tuta mineraria, prende un saldatore, sistema gli esplosivi sulla sua cintura e ricarica la sua pistola, dirigendosi verso il montacarichi.
Inizia a scendere, gli strati di roccia cambiano colore e la luce del workspace si affievolisce, il montacarichi è illuminato solo dalle sue luci di posizione. La superficie è ormai lontana, il montacarichi si ferma con un tonfo. “Autodistruzione in 45 minuti”.
Arrivato sul fondo della miniera, Komin punta la pistola davanti a sé e indossa il suo visore termico. Delle trivelle automatiche stanno scavando e Komin vede il portellone stagno dei cunicoli della miniera, e un cartello che dice di indossare le tute di protezione per accedervi. Con il visore nota alcune tracce recenti sul pozzo del montacarichi che si dipartono sulle pareti, si volta e vede la creatura poco distante, rivolta verso di lui. La figura è vagamente umanoide, non è precisa e definita ma leggermente sfumata. Rimane immobile e Komin non sa bene se è veramente rivolta verso di lui.

Il resto del gruppo nel frattempo autorizza l’autodistruzione della Heracles su codici che verranno inviati poco dopo, escono dalla nave e si dirigono verso il workspace. Una volta nel corridoio ombelicale vedono le luci rosse dell’autodistruzione, e sentono gli altoparlanti che dicono “Autodistruzione in 45 minuti”.
Una volta sulla Grasshopper, al ponte di comando inizia la sequenza di lancio. Nel frattempo John Wang copia i dati del terminale sui computer di bordo. Una volta partiti, Sonia si lascia andare a un lungo sospiro, prende la mano di Rosa e piange di sollievo. Sufficientemente lontani, inviano i codici di autodistruzione alla Heracles.

Komin è all’ingresso dei tunnel con la creatura, che lo sta osservando. Alza le mani per confrontare la sua temperatura con quella della creatura, ma la tuta spaziale scherma buona parte della temperatura. A occhio non sembra che la creatura sia molto più calda di un umano. Komin fa un passo verso  l’airlock, la creatura continua a studiarlo mantenendosi a distanza. Komin vuole siano chiare le sue intenzioni, così come che sappia che sa dov’è. La creatura continua a osservarlo, Komin apre l’airlock, entra e sempre rivolto verso la creatura fa partire la depressurizzazione. Si apre il secondo portellone e Komin si trova di fronte ad un lungo tunnel, in questo punto grande come una stanza ma che va a stringersi seguendo la forma della trivellazione. Cerca la creatura col sensore senza rilevarla. Inizia a camminare nel tunnel cercando tracce della creatura e della melma gialla, trovando dopo diversi minuti deboli tracce che portano verso una fessura nella parete che può essersi creata collateralmente alle trivellazioni. Controllando col visore non trova niente, la creatura non l’ha seguito, decidendo di entrare quindi nella spaccatura.

Si trova in una caverna di pietra nera simile all’ossidiana che forma archi e spirali geometriche, ed al centro della stanza c’è una specie di ghiandola pulsante dal quale cola la melma gialla, come se fosse un uovo e più grossa di un umano. In un angolo trova terminali e apparecchiature scientifiche, ed uno scanner che sembra analizzare il baccello. Su un foglietto c’è un codice “0389”, probabilmente il codice di accesso alla Heracles. In quel momento Komin sente qualcosa che scuote l’asteroide, come un terremoto, che si risuona in tutta la miniera. Non c’è polvere o macerie vista la roccia che lo circonda, ma suppone che sia esploso qualcosa.

Dalla Grasshopper vedono l’esplosione della Heracles, che ha probabilmente distrutto le baie di carico, il workspace e tutto quello che di umano era sull’asteroide.

Komin si sposta un po’ di lato e spara un colpo di pistola al baccello, facendo schizzare un fiotto di liquido giallo. Dopo poco il proiettile viene sputato fuori e il buco si richiude. Controllando il terminale trova gli studi del Dr. Giovanni, dati scientifici complicati che non permettono a Komin di capire cosa siano in pratica, ma sicuramente riguardano il baccello. Komin conta che gli mancano circa 20 minuti prima dell’autodistruzione, posiziona una carica nel baccello e si dirige verso gli airlock.

Le luci dell’airlock sono rosse, indicando un problema al suo interno. Per controllare la differenza di pressione fra la miniera e l’esterno buca con la fiamma ossidrica un condotto di trasporto dei minerali, e sente un certo risucchio. Le pompe non sono più in funzione e il condotto è abbastanza grande per permettere a una persona di passare, quindi taglia il condotto e entra dentro riuscendo a muoversi abbastanza bene. Arrivato ad una certa distanza, controlla col visore e non vedendo niente taglia il condotto uscendo dall’altra parte dell’airlock. Vede tracce della creatura che vanno verso l’alto. Controlla il tempo: 10 minuti.

Torna indietro nella caverna, disattiva l’esplosivo e si infila nel bozzolo, che si chiude su di lui avvolgendolo, sente caldo e una certa sensazione di sicurezza. Apre il casco e la melma gialla scivola dentro la tuta ricoprendolo completamente. Inizialmente trattiene il respiro, ma poi non ce la fa più e come apre la bocca e tira una boccata di melma, si accorge di non avere bisogno di aria: la melma provvede a mantenerlo in vita. A quel punto inizia a rilassarsi, e i pensieri iniziano a vagare. Infine, un attimo prima di entrare in quella che sembra una specie di sonno senza sogni, avverte una leggera scossa scuotere il baccello. Poi, più nulla.

Sulla Grasshopper, a centinaia di chilometri da Y14, il gruppo vede una piccola stella formarsi in lontananza, per poi sparire alcuni secondi dopo contro il nero dello spazio: l’asteroide è esploso, e tutti finalmente tirano un sospiro di sollievo. Kerry imposta le coordinate della stazione spaziale più vicina preparandosi al salto, e l’equipaggio si dirige verso le capsule criogeniche. Uno alla volta si addormentano, nella speranza di arrivare sani e salvi alla loro destinazione.

Dopo (2d10) nove giorni la nave esce dall’iperspazio, l’equipaggio si risveglia e tutti sembrano stare bene a parte la nausea da criosonno. Arrivati alla stazione spaziale Waystation 61B l’equipaggio viene contattato dalla Compagnia, che chiede spiegazioni su cosa sia successo. Sonia e Kerry vorrebbero raccontare tutto, specialmente per i rischi che ha corso a causa della Compagnia stessa che ha inviato lo scienziato, ma il resto dell'equipaggio non è d’accordo per paura di eventuali ripercussioni nei loro confronti. Dopo averne discusso, il gruppo decide di raccontare tutto, ma di far capire alla Compagnia che hanno armi a loro disposizione per non venire ricattati o messi a tacere in maniera violenta (avendo custodito una copia dei dati di ricerca), incolpando il Dr. Giovanni come capro espiatorio della diffusione del contagio e dell’esplosione dell’asteroide.

Il gruppo viene poi interrogato un membro alla volta dai funzionari della Compagnia, che li rassicura di aver fatto un buon lavoro ma che non sono del tutto convinti della versione riportata, dato che la Heracles è stata fatta saltare in aria da loro. Il gruppo riesce a convincere la Compagnia che è stata colpa delle circostanze, ma questa rende implicitamente chiaro che non toglierà loro gli occhi di dosso.

Infine tutti vengono pagati profumatamente, anche per mantenere il silenzio sull’accaduto.

Fine sessione

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